Tango Storia

TANGO STORIA

Sintetizziamo le informazioni trovate sul web sulla storia del Tango.
Tutto inizia con la Grande Immigrazione dell’1850  in Argentina Emigranti Europei  (oltre 2 milioni) raggiungono  il Rio dell Plata: Buenos Aires, Rosario e Montevideo.   Nei Quartieri Orilla, Arrabal (quartieri squallidi nati dal nulla) a BuenosAires  confluiscono:   Italiani 27,3% , Spagnoli 12%  Francesi, Tedeschi, Ungheresi, Ebrei, Slavi e Schiavi Negri Liberati. Una Mescolanza di Tradizioni Culturali e di Musica: Flamenco, Canzone Napoletana, Valzer………emigrazione
 In questi Quartieri a Buenos Aires  si Incontrano Gente del Porto e Argentini delle Campagne che portano La Payada  dei Gauchos della Pampa Poesia Popolare di 6 versi endecasillabi  seguiti da uno stacco di Chitarra, che  si Evolve e si Fonde con  L’Habanera Cubana portata dai Marinai e Nasce la MILONGA la donna indietreggia e l’uomo avanza  Milonga significa Festa, Miloguear passare la notte Ballando e Cantando
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Al Porto arriva il Candombe, Danza caratteristica dei neri in cui le coppie ballano separate ma molto vicine, abbandonandosi a Sensuali Movimenti Pelvici, ch e si fonde con la Milonga (Payada + Habanera).   Nasce il TANGO ARGENTINO 1900storia-tango-argentino

                                                  DIFFUSIONE del TANGO

 Si diffonde rapidamente fra la povera gente, ma viene rifiutato dalla buona società che continua a praticare la contradanza e la quadriglia, di importazione europea. Questo rifiuto favorisce uno sviluppo clandestino del tango che trova soprattutto nei bordelli e locali malfamati teatro spesso di  risse ed accoltellamenti caffè, academias(dove si incontrava e ballavano i negritos, poi  luoghi in cui si suonava e ballava il tango e le cameriere potevano essere invitate a ballare)“casas de baile”: locali che si affittano per feste con il personale completo: mozos, musicisti e donne, nelle “fiestas de carnaval”;  l’ambiente ideale per la sua fioritura, conquistando in tal modo l’appellativo di ballo della malavita. I testi dei primi tanghi come pure i racconti di Jorge Luis Borges descrivono molto fedelmente storie drammatiche di uomini e donne che hanno consumato la propria vita in tali ambienti.

E’ un ballo di coppia che va decisamente controcorrente, e segue una logica totalmente innovativa e trasgressiva, non tanto per l’abbraccio molto stretto quanto per la stranezza e la complicazione dei passi che non seguono alcuna regola codificata, in netto contrasto con i balli in voga in quel periodo, fondati su una figura di base ripetuta.

Il vero successo arriva però soltanto verso il 1913, vale a dire dopo che la Francia e l’Europa intera lo riconoscono come il ballo del momento. Villoldo, compositore, cantante, musicista; (“El Choclo” e “La Morocha”) esporta il Tango all’estero, e a Parigi diventa la seconda patria del Tango, che “depurato” un po’ da quelle figure che richiamavano contenuti  sensuali diventa un ballo amato anche dalla Gente Chic.  Il Tango subisce dei cambiamenti di passi e di parte della struttura originale e viene a mancare quasi del tutto l’improvvisazione tipica del Tango,  viene limitata la carica sensuale, per renderlo più “europeo” e facile da insere nel contesto parigino.

Il Tango torna in Argentina con le modifiche apportate a Parigi e diventa un prodotto adatto anche alle persone “perbene”, non più ballo da poveri, da feste popolari, ma danza riconosciuta e degna di spazi idonei e di sale da ballo. Negli anni ’20, anni d’oro per l’Argentina, il Tango vive un momento magico, A Buenos Aires vengono aperti lussuosi locali con nomi francesi e arredati secondo la moda parigina. Dopo averlo inventato, ostacolato e deriso, l’Argentina adotta ufficialmente il tango.

                                         Il TANGO durante la  DITTATURA

Il 23 settembre 1955 scoppia quella che viene nominata la Revolucion Libertadora e l’insurrezione depone Peron. Iniziano gli anni drammatici della storia politica dell’Argentina che culminano nella seconda metà degli anni ’70 in quel terribile periodo di persecuzione che ha segnato la vita e la memoria di una nazione.     Sotto i regimi dittatoriali, l’arte può risultare scomoda e da perseguitare e proibire o ancor meglio da asservire agli scopi propagandistici del potere, così è stato anche per il tango.  Esisteva una lista di proscrizione in cui, figurava quello del noto e amato compositore di tango Osvaldo Pugliese di cui fu proibita la radiodiffusione delle esecuzioni della sua orchestra per le sue idee anti regime.   Esiste un elenco di tanghi proibiti e banditi come il famoso El Cambalache, scritto nel 1934  da Enrique Santos e  proibito anche le canzoni del grande cantante e attore Carlos Gardel, nonostante fosse morto da anni; hanno chiuso molte milonghe, per il rischio che diventassero luogo di cospirazione, e hanno proibito il linguaggio lunfardo, tipico del tango, poiché considerato equivoco. Altri artisti profondamente legati al tango furono invece manipolati e asserviti al potere. il grande scrittore Jorge Luis Borges salutò il governo militare argentino con apprezzamenti nel 1976, ma rimase però poi sconvolto quando scoprì, grazie alle Madri di Plaza de Mayo, di  uccisioni e torture dei dissidenti e definì i generali come “banditi”, “folli” e “criminali”.  Le Madri di Plaza de Mayo iniziarono  il 30 aprile 1977,  un gruppo di sole 14 donne, ‘armate’ solo delle foto dei figli scomparsi “desaparecidos” che diede inizio alla lenta sconfitta dei generali»  Non l’avrebbero mai immaginato!  I soldati le pungolavano con i fucili perché si spostassero, le donne, o meglio le ‘mamme’,  si misero invece a camminare a due a due con Il fazzoletto bianco come segno di riconoscimento. Il periodo buio della storia argentina finì a metà degli anni ’80;  il Tango ricominciò a cantare e a “propagandare” la sua missione di libertà! 

  

                                    il TANGO CANTATO e SUONATO

Nei vicoli delle Orillas o Harrabal, gli emarginati condividevano un destino di disillusione e disperazione, da cui emerse una speranza comune volontà di fuga dall’oppressione, sentimento forte espresso in canzoni, cantate in “Lunfardo“, il dialetto degli emarginati, sorta di lingua comune fortemente influenzata dal Francese e dall’Italiano.  Le canzoni cantavano la tristezza delle persone, ma anche la loro felicità e le loro gioie, la nostalgia e la distanza, ma anche le speranze e le aspirazioni. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell’avversità. La canzone, divenne la consolazione in musica dell’uomo  richiedendo come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il Tango.    Le prime incisioni di dischi di tango risalgono alla seconda decade del XX secolo con Roberto Firpo, il duo Gardel-Razzano ed altri.     In questo periodo gli autori e musicisti di tango erano ancora, salvo rare eccezioni, “orilleros”, ovvero gente dei bassifondi che svolgeva altri mestieri più o meno legali, non aveva una formazione musicale e si appassionava al tango perché era la musica che rappresentava la sua condizione sociale. Suonavano “ad orecchio” e non sapevano né leggere né scrivere la musica. Tra questi  nomi illustri come Eduardo Arolas ( pare sia stato un rufiàn) autore di celebri tanghi come “Una noche de garufa” (dedicato all’uscita dal carcere di un suo amico) ed Ernesto Poncio (che pare fosse un matòn e si fece 15 anni di carcere per omicidio) autore del famoso tango “Don Juan, (Don Juan, el taita del barrio)” e di “Ataniche”.   A questa prima epoca del tango che si estende fino al 1912, anno in cui esce dall’ombra dell’illegalità per entrare in società, appartengono altri nomi celeberrimi come Agustin Bardi (a cui Osvaldo Pugliese dedica un tango), Roberto Firpo, Vincente Greco, Juan Maglio, José Razzano, Angel Villoldo, Enrique Saborido, Francisco Canaro.  L’oligarchia  inizia a riconoscerlo e consente di suonarlo in pubblico

Musica Sincopata senza Percussioni e si suona con Forti Accenti di Battuta e Segnature Ritmiche; la Struttura Armonica è Italiana.                   All’ Inizio si suonava e ballava solo nei Quartieri Poveri, Locali Malfamati, Bordelli, Strade e Cortili con strumenti facilmente trasportabili: Chitarra o Arpa, Violino e Flauto. Successivamente il flauto viene sostituito dal Bandoneón, che grazie al genio di numerosi interpreti,  diventerà la voce più caratteristica del Tango. Questo strumento ha una straordinaria capacità espressiva, un timbro singolare e, agendo con abilità sul mantice, permette di ricavare variegate coloriture sonore e accentuazioni dinamiche. Il Bandoneón impresse al tango la caratteristica cadenza struggente e quasi lacerante che lo fece diventare veicolo per eccellenza di tutte le passioni dell’animo umano.

 Dal 1900 si suonò nei Bar il Trio: Pianoforte, Violino e Bandeonon  

Dal  1913 nei Palchi dei Locali  frequentati dall’aristocrazia; con il SEXTETO1 Pianoforte 2 Violini 2 Bandoneon 1 Contrabbasso
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                                      Le Epoche Musicali del Tango

1900-30 Vieja Guardia – Roberto Firpo, N. Fresedo, F. Canaro  1920-30 Eta Cancion – Carlos Gardel

1940-50 Etad de Oro – Grandi Orchestre e Grandi Compositori   Tradicional Juan C.  Cobian – Julio De Caro , Carlos Di Sarli…… Evuluzionista  AnibalTroilo – Juan D’arienzo – Osvaldo Pugliese…

1960-70  Tango Nuevo –  A. Piazzolla, Gotan Project, Bajofondo    Dal  2000 Contemporaneo  La Misteriosa, Color Tango, Cacivace.. 

                           

                                       Gli Stili di Ballo più Significativi
Cayengue – dal 1920 – 40  Canyengue (termine che ha il significato di “gente di periferia”) è la prima forma di tango,  prevede passi veloci, l′abbraccio è stretto, la testa e il corpo sono inclinati in avanti, le gambe si allacciano frequentemente. Spesso si balla con la mano dell′uomo infilata in tasca mentre la donna la tiene appoggiata su un fianco, e camminando insieme fianco a fianco.

Milonguerodal 70 ad oggi nato nelle cofiterias “per rimorchiare” caratterizzato da un abbraccio stretto che rende difficile figure complesse,  utile in piste affollata. non proprio uno stile più una moda

Salon o de Pista (dal 40 ad Oggi)  è considerato uno degli stili più popolari. È danzato con un abbraccio flessibile, stando vicini e aprendo come e quando richiesto. Ritmo musicale in 4 ⁄ 4 con musica di elevata qualità, è uno stile di danza lineare. Si è evoluto nel tempo, arricchendosi di nuove figure e nuovi passi.  E’ lo stile principale del Campionato Mondiale di Tango ogni anno a settembre a Buenos Aires

Tango Nuevo il Tango si mantiene in continua evoluzione, nella sua musica nel ballo. Lo stile chiamato “nuevo” è caratterizzato da un abbraccio molto flessibile, elastico, contrastando i movimenti e con passi fuori degli assi. Questo stile è nato negli anni ′90. Viene insegnato in modo tale che l′allievo si crea il proprio tango personale, non più legato alle figure classiche della tradizione.

Tango Escenario  è quello che si può vedere sulla scena di uno spettacolo. È caratterizzato da un abbraccio aperto, movimenti molto accentuati e coreografici oltre a movimenti che non fanno propriamente parte del tango (spesso presi dal balletto).

                                               GRANDI BALLERINI 

Del Passato:  Cachafaz – Madero – Juan Carlo Copes Inventa il Tango Escenario – Carlos Gavito il Re dell’Apilado  

                                         Carlos Gavito

Di Oggi:    Pablo Veron  –  Sebastian Arce y Mariana Montes –   Migel Angel Zotto y Daiana Guspero – Roberto Herrera –  Joe Corbata y Lucilla Cionci    ed altri…

                                        Pablo Veron

 Maestri  e Ballerini:  Esteban Moreno y Claudia Codega –  Gustavo Naveira y Giselle Anne    

                                     Esteban Moreno

 

Come si Balla Tango Argentino

Il Tango è un Ballo Libero senza Schemi basato sull’improvvisazione. Si può fare di tutto, basta che sia Guidato, Segnalato, che si Capisca. Il Tango è  COPPIA si  Balla in DUE Connessi  nell’ABBRAZO e muovendosi ASSIEME come un CORPO UNICO 

                     Le Basi del tango:

Postura              – Il corpo è perfettamente in Asse, Inclinato in Avanti  Camminata        – L’ Uomo Camina in Avanti e   la Donna all’ Indietro      Perni                   – o anche Pivot sono Rotazioni del Corpo su un Piede Dissociazione    – Busto, Bacino, Gambe nella Camminata e nei Perni Ruolo Maschile   – Uomo Conduce “marcando” seguendo il Ritmo Ruolo Femminile – Donna Decodifica la “marca”, Segue e Interpreta Abrazo                – Abbraccio è Flessibile e Connette Uomo e Donna Marcation è il Linguaggio Corporeo basato su cambi peso e torsioni del busto con cui L’uomo “porta” la Donna

La Milonga Luogo ove si Balla Tango Argentino

Si balla in una pista con pavimento in legno o superficie liscia procedendo in senso antiorario, “in ronda”. il. Musicalizador o Tdy  propone in sequenza delle Tande di 4 o 3 brani: 4 brani di tango – cortina (intermezzo) – 4 brani di Tango – cortina  3/4 brani di vals, poi altri 8 brani di Tango e 3/4 Milonghe ecc…

Codigo della Milonga – procedere in Linea Retta rispettando la distanza con la coppia che precede – Non attraversare la Pista durante il ballo – Mirada e Cabeceo per invitare – Non si interrompe la Tanda “scaricando” il parter a meno di seri motivi- No agli Inviti di Ripiego – Chiedere permesso al Partner per Invitare la Compagna – iPrincipianti ballano in mezzo alla pista – Quando si entra in pista si fa attenzione a non disturbare chi balla – Non invitare o accettare invito se sudati – NON INSEGNARE mentre si Balla (di solito lo fanno gli scarsi) – NON PARLARE MENTRE SI BALLA – NON FERMARSI a Parlare in PISTA è maleducazione, ed altre cose di Buon Senso ed Educazione

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